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A distanza di una settimana dalla disastrosa alluvione che ha colpito il nord del Nepal, la situazione resta drammatica. Le vittime accertate sono salite a quasi 1.000, con oltre 4.400 dispersi e più di 93.000 persone la cui vita è stata devastata dal muro di fango che si è abbattuto sul Paese.

Intere comunità restano tutt’ora isolate a causa del crollo di 80 ponti e di oltre 40km di strade cancellate dalla furia dell’acqua. Migliaia di persone stanno vivendo nei centri di accoglienza allestiti nelle aree maggiormente colpite, ma la situazione rischia di diventare insostenibile.
I Volontari e le squadre di emergenza della Croce Rossa Nepalese sono operativi fin dai primi istanti e i soccorsi stanno facendo di tutto per raggiungere anche le comunità più isolate per distribuire acqua e kit igienico-sanitari, per prevenire l’insorgere di epidemie.
Croce Rossa Nepal



Nei 5 campi di accoglienza temporanei istituiti, continua la distribuzione di tende familiari, teloni, coperte e materassi e si continuano a garantire cure mediche d’urgenza sul campo, attività di supporto psicologico e di ricerca per riunire le famiglie separate. 
La portata della distruzione è enorme e la risposta umanitaria richiede un impegno imponente e prolungatoSenza aiuti immediati, migliaia di sfollati rischiano di rimanere esposti alle intemperie e senza risorse di sussistenza

La Croce Rossa Italiana è al fianco della Croce Rossa Nepalese durante questa emergenza, ma serve l’aiuto di tutti per garantire la sopravvivenza e la dignità di chi ha perso ogni cosa.